GAL Marghine

Dualchi

L’altopiano basaltico di Pranu Ozastru nel territorio di Dualchi, modellato da antiche colate laviche basaltiche, si colloca a circa 350 metri sul livello del mare e presenta il profilo piano e compatto tipico di questi rilievi di origine effusiva. I suoi margini coincidono con la fronte meridionale della colata lavica, dove il terreno degrada bruscamente verso le vallate sottostanti, che sono caratterizzate dalla presenza di corsi d’acqua che rendono da sempre quest’area particolarmente vitale.

La sua caratteristica geografica infatti ha spinto uomini e donne fin dalla preistoria ad abitare in maniera capillare questa porzione del Màrghine lasciando importanti ed interessanti testimonianze, fra cui l’imponente nuraghe Ponte o Pontes.

Il nuraghe, monotorre, sorge ai margini dell’altopiano in posizione dominante, non casuale, a controllo di quella porzione di valle dove il Rio Cugutu confluisce nel Rio Murtatzolu, principale corso d’acqua della zona a regime perenne.

Scavi archeologici nell’area intorno al nuraghe testimoniano la vita del sito in almeno due fasi cronologiche: alla fine dell’Età del Bronzo e del Primo ferro (1350 – 900 a.C.) ed un’altra dal VI a.C. fino al II a.C.

Gli scavi inoltre hanno portato alla luce un’interessante struttura ellittica a due vani con nicchie, focolari e aree di lavorazione e ingressi monumentali, che non ha confronti nella storia della vita nuragica; insieme ad un grande edificio di età storica costituito da almeno 15 vani quadrangolari comunicanti fra loro, che riutilizza abbondante materiale più antico tra cui un concio a dentelli di una tomba di giganti oggi scomparsa, e a due piani, come dimostra la realizzazione di una scala, costruita con grande cura.

Il nuraghe, uno dei meglio conservati del Màrghine, ha una torre perfetta alta circa 12 metri, con alla base grandi blocchi poliedrici appena sbozzati mentre nella parte più alta si raffina la tecnica con pietre sempre più piccole e ben modellate, fino alla precisione isodoma degli ultimi filari.

Ciò che colpisce maggiormente è il possente architrave che sovrasta l’ingresso, sia per le sue dimensioni che per la cura posta nella sua realizzazione, con la fronte leggermente curva per mantenere l’armonia con il resto della costruzione dimostrando una capacità costruttiva senza eguali e un gusto per l’estetica che sfida I tempi odierni.

Straordinario il finestrone del primo piano, dove la pietra conserva ancora scolpiti gli incassi per un sistema di chiusura a portello — di legno o in pietra — di rara attestazione nell’architettura nuragica: un dettaglio minuto che rivela, con forza, quanto raffinata fosse la cultura costruttiva di questo popolo.

Questo lavoro è stato sviluppato nell’ambito del progetto e.INS- Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia (co.ECS 00000038) finanziato dal Ministero della Ricerca e dell’Istruzione (MUR) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - MISSIONE 4 COMPONENTE 2, “Dalla ricerca all’impresa” INVESTIMENTI 1.5, “Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’Innovazione” e costruzione di “Leader territoriali di R&S”, CUP J83C21000320007.

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