GAL Marghine

Borore

La Tomba di Giganti Imbèrtighe, appena fuori dal centro abitato di Borore, emerge dal paesaggio come un’antica sentinella di pietra, un frammento di preistoria che continua a parlare con la voce del vento.  Silenziosa e solenne in mezzo alla campagna, questa sepoltura collettiva, risale all’Età del Bronzo Medio (1500-1200 a.C.) e racconta ancora oggi la potenza e il mistero delle comunità nuragiche che qui celebravano il culto degli antenati, trasformandola in arte e memoria collettiva. Non a caso il monumento è talmente identitario tanto da essere raffigurato nello stemma del Comune.

Ben conosciuta dagli studiosi già dall’Ottocento, che la disegnarono e fotografarono, Imbèrtighe fu definita dal Pinza nel suo volume Monumenti primitivi della Sardegna del 1901 “il prospetto del più bel sepolcro di giganti in Sardegna”.

Sebbene della struttura originaria oggi rimanga ben poco, la tomba conserva però intatta la sua forza evocativa: sorprende e lascia a bocca aperta la stele centinata, un monolite alto oltre 3.50 metri, al centro dell’esedra come un portale simbolico tra il mondo dei vivi e quello degli antenati. La stele, quasi ellittica, è scolpita con una cura sorprendente: una cornice in rilievo che ne disegna il profilo, un piccolo varco di accesso simbolico in basso al centro, una suddivisione in tre registri che richiama un ordine sacro, una convessità posteriore che ne accentua la monumentalità. Una padronanza tecnica e un senso estetico sorprendenti per l’epoca, ma che affascina ancora oggi. 

Nell’esedra della tomba, le cui ali laterali sono composte da blocchi di basalto disposti in filari insolitamente regolari, si radunava la comunità, qui si celebravano riti, qui si tramandava la memoria.  Secondo la ricostruzione di Mackenzie, la tomba originaria era imponente: 11,5 metri di corpo tombale, una camera funeraria lunga 9 metri, un corridoio stretto e profondo, simbolo del viaggio verso l’aldilà.

La scoperta recente di una seconda tomba a breve distanza dalla prima, priva di stele, ma chiara nella forma, ne rafforza dunque l’importanza e il senso di comunità di quelle antiche genti sarde.

Questo lavoro è stato sviluppato nell’ambito del progetto e.INS- Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia (co.ECS 00000038) finanziato dal Ministero della Ricerca e dell’Istruzione (MUR) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - MISSIONE 4 COMPONENTE 2, “Dalla ricerca all’impresa” INVESTIMENTI 1.5, “Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’Innovazione” e costruzione di “Leader territoriali di R&S”, CUP J83C21000320007.

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