GAL Marghine

Noragugume

Il menhir Sa Pedra de Taleri chiamato anche Sa Pedra de Giorgia Rajosa si erge unico e solitario nella campagna di Noragùgume, nella piana di Taleri, come uno di quei luoghi in cui il silenzio sembra custodire un respiro antico.

Il menhir è datato al 3300 – 2500 a.C. ed è molto più che una semplice pietra: poteva rappresentare nella concezione arcaica gli antenati eroicizzati, incarnare una forza soprannaturale, segnare luoghi sacri o vie di transito, proteggere aree funerarie, oppure simboleggiare l’unione tra terra‑madre e principio maschile, in un ciclo di fecondità che garantiva vita e prosperità.

Ma il menhir di Noragùgume potrebbe nascondere un segreto. Narra la leggenda che Giorgia Rajosa, l’altro nome con cui è conosciuto localmente, fosse una donna, che negò un pezzo di pane a un povero mendicante. Quel mendicante, che era in realtà Dio, per punire la sua avarizia la trasformò istantaneamente in pietra. Lasciata lì immune dal tempo a testimonianza della potenza divina.

A pochi passi dal Rio Su Piritzolu e non lontano dalla domo de janas di Su Furru de su Taleri, questo monolite basaltico alto 4.30 metri si erge come una presenza viva, un essere di pietra che attraversa i millenni senza perdere la sua forza. La sua forma slanciata, con la sommità sbiecata rivolta a oriente, sembra seguire il movimento del sole. La sezione ellittica, i profili sinuosi, le superfici levigate a percussione raccontano la cura con cui fu modellato. Nonostante le abrasioni del tempo, il menhir appare sorprendentemente integro, come se la terra stessa lo avesse protetto.

Ai suoi piedi, gli archeologi hanno trovato resti di macine, pestelli, frammenti ceramici e una grande quantità di schegge d’ossidiana. Sono indizi preziosi: raccontano di mani che lavoravano, di comunità che abitavano e pregavano, di un paesaggio vissuto e sacralizzato.

Su Taleri, con la sua imponenza e la sua eleganza, sembra racchiudere tutte queste interpretazioni: un ponte tra cielo e terra, tra umano e divino, tra passato e presente.

Questo lavoro è stato sviluppato nell’ambito del progetto e.INS- Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia (co.ECS 00000038) finanziato dal Ministero della Ricerca e dell’Istruzione (MUR) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - MISSIONE 4 COMPONENTE 2, “Dalla ricerca all’impresa” INVESTIMENTI 1.5, “Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’Innovazione” e costruzione di “Leader territoriali di R&S”, CUP J83C21000320007.

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