GAL Marghine

Sedilo

L’area archeologica di Iloi, affacciata sulle acque quiete del Lago Omodeo, è un luogo in cui si percepisce la storia unita al paesaggio. A 270 metri d’altitudine, tra colline morbide e silenzi profondi, si estende un complesso nuragico che custodisce millenni di vita, di riti, di architetture che ancora oggi parlano con la voce della pietra.

Il nuraghe di Iloi è un organismo antico, nato dall’unione di due anime: un nucleo primitivo, trapezoidale, costruito con grandi blocchi irregolari ed un corpo trilobato, più recente, che avvolge il mastio con un profilo concavo‑convesso di straordinaria eleganza. La torre sud‑est, l’unica oggi accessibile, custodisce una camera voltata a tholos, perfettamente conservata, dove la luce entra come un filo sottile e sacro. Una nicchia profonda, rialzata, sembra ancora attendere offerte e preghiere, mentre un passaggio oggi ostruito suggerisce antichi collegamenti interni.

Il villaggio che circondava la fortezza

Attorno al nuraghe si estende un villaggio ampio e articolato, con capanne circolari e strutture a settori che raccontano una comunità viva, organizzata, radicata. Le abitazioni si dispongono soprattutto a nord, nord‑est e sud, come se volessero proteggere il cuore del complesso, creando un tessuto abitativo che ancora oggi si legge nel terreno.

Le tombe dei giganti: il sonno degli antenati

A un centinaio di metri dal villaggio, due tombe dei giganti emergono dalla terra come grandi ali di pietra. Sono sepolture a corridoio, con esedre costruite in opera isodoma, dove i conci basaltici, perfettamente squadrati, creano un’architettura solenne e armoniosa.

La Tomba II, la meglio conservata, mostra un corpo tombale absidato su crepidine con un pavimento lastricato in basalto ed una facciata composta da grandi lastre sovrapposte, infine, un concio trapezoidale a dentelli, probabilmente posto un tempo sopra l’ingresso. La Tomba I, poco distante, ripete lo stesso orientamento e la stessa forma, come un eco rituale.

Un paesaggio sacro, abitato da millenni, in cui ogni pietra sembra avere una storia, ogni sentiero un ricordo.

La memoria conservata

Le campagne di scavo dell’Università di Sassari hanno restituito reperti che oggi trovano casa nel Museo del Territorio di Sedilo, dove frammenti di ceramica, strumenti e oggetti quotidiani raccontano la lunga vita del sito, dal Bronzo Medio fino alle epoche più recenti. L’area archeologica di Iloi è un luogo che invita a camminare lentamente, ad ascoltare il vento, a immaginare le voci di chi qui ha vissuto, pregato, costruito.

Questo lavoro è stato sviluppato nell’ambito del progetto e.INS- Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia (co.ECS 00000038) finanziato dal Ministero della Ricerca e dell’Istruzione (MUR) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - MISSIONE 4 COMPONENTE 2, “Dalla ricerca all’impresa” INVESTIMENTI 1.5, “Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’Innovazione” e costruzione di “Leader territoriali di R&S”, CUP J83C21000320007.

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