L’area archeologica di Orconale, nel territorio di Norbello/Norghiddo, è un luogo che sembra sospeso fuori dal tempo. Immersa in una campagna silenziosa, al confine con Bòrore, questa zona isolata custodisce un intreccio di storie e vite antichissime: un tempio a megaron, un nuraghe complesso, i resti di un insediamento che ha attraversato epoche diverse, lasciando tracce come fili di un racconto millenario.
Nel complesso, a poche decine di metri dal nuraghe e in prossimità del grande villaggio che si estende intorno ad esso, si trova il tempio a megaron.
Il tempio è del tipo in antis, ha pianta rettangolare, una nicchia ricavata nella parete destra, e un breve atrio; è orientato a S e SE ed è realizzato con pietre perfettamente lavorate.
All’esterno sono state individuate tombe del periodo “bizantino”, indizio che il luogo fu probabilmente frequentato e trasformato in una piccola chiesa durante l’Alto Medioevo. È un tipico esempio di continuità sacra: un luogo che, pur cambiando volto, non ha mai smesso di essere percepito nella sua sacralità.
Gli scavi archeologici hanno restituito, tra i vari reperti, un eccezionale modello di nuraghe, quasi interamente conservato e composto da due parti in basalto locale e sulla sommità una piccola cavità con il fondo inclinato verso l’esterno con canaletta che termina con un becco versatoio sporgente. Si tratta di un oggetto di grande valore rituale: pur non essendo state rinvenute tracce di una vasca, sembra evidente che il modello fosse almeno in origine impiegato in attività che comportavano l’utilizzo di liquidi, con una funzione chiaramente cultuale associata all’edificio templare. dove simboli e gesti sacri si intrecciavano alla vita quotidiana.
Il nuraghe, fra i tre complessi nel territorio di Norbello/Norghiddo, è l’unico dotato di un bastione turrito con cortile. Oggi è avvolto dalla vegetazione e dai crolli, ma conserva ancora la sua imponenza. Attorno ad esso si estende un insediamento nuragico, poi rimaneggiato in epoca romana e altomedievale, protetto da una muraglia rettangolare che racchiudeva anche il tempio.
È un paesaggio di pietre sovrapposte, di architetture adattate, trasformate, riutilizzate, come se ogni epoca avesse lasciato un’impronta senza cancellare la precedente.







Questo lavoro è stato sviluppato nell’ambito del progetto e.INS- Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia (co.ECS 00000038) finanziato dal Ministero della Ricerca e dell’Istruzione (MUR) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) - MISSIONE 4 COMPONENTE 2, “Dalla ricerca all’impresa” INVESTIMENTI 1.5, “Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’Innovazione” e costruzione di “Leader territoriali di R&S”, CUP J83C21000320007.
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